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In un’aula del Parlamento il PSDI ha tenuto il 23 gennaio 2015 l’annunciato Convegno di Studi sul tema: “Progetti per un nuovo sviluppo economico”, organizzato in collaborazione col Gruppo di Forza Italia al Senato della Repubblica.  Nel portare il saluto ai militanti giunti da tutta Italia e ai qualificati Ospiti, a nome della Direzione del Partito, il compagno Nino Gennaro ha ricordato l’On. Franco Nicolazzi, recentemente scomparso, e il Sen. Giuseppe Saragat nel cinquantesimo anniversario dell’elezione del primo lavoratore e primo socialista alla Presidenza della Repubblica. Grazie all’apprezzata collaborazione degli uffici del Senato, una gigantografia del Sen. Saragat ha fatto da sfondo alla sala durante la riunione.

convegno

I lavori del Convegno sono stati aperti dalle relazioni del Segretario Nazionale del PSDI, Dott. Renato d’Andria, e del Sen. Domenico Scilipoti Isgrò di Forza Italia. Il dibattito è stato moderato dalla Dott.ssa Federica Mattei e ha visto gli interventi dell’Avv. Cinzia Bonelli, del Dott. Laurino Rubino del Sindacato UIL, del Sen. Pasquale Ferrara, del Notaio Valerio Pantano, del Dott. Paolo Cappellani, dell’Avv. Silvia Pispico, del Dott. Augusto Forenza e di molti altri. Numerosi contributi, per mancanza di tempo, sono stati consegnati alla presidenza in forma scritta. Il Prof. Massimo Lo Cicero, apprezzato economista e docente nell’Università di Roma “La Sapienza”, ha commentato le varie proposte scaturite dalle relazioni e dal dibattito ed ha infine concluso i lavori.

Nella foto, la presidenza del Convegno: l’Avv. Cinzia Bonelli, la Dott.ssa Federica Mattei, il Sen. Domenico Scilipoti Isgrò di Forza Italia, il Segretario Nazionale del PSDI Dott. Renato d’Andria e il Prof. Massimo Lo Cicero; sullo sfondo una foto dagli archivi del Senato del Presidente Saragat, fondatore e leader del PSDI.

17 Febbraio 2015

Convegno a Campo de’ Fiori

sotto il monumento a

GIORDANO BRUNO

Giordano Bruno

L’Associazione Nazionale per il Libero Pensiero “Giordano Bruno” – fondata nel 1906 dal compagno Andrea Costa (primo parlamentare socialista nella storia d’Italia, fra i fondatori a Genova nel 1892 del Partito dei Lavoratori Italiani, poi Partito Socialista dei Lavoratori Italiani) e dal leader repubblicano Arcangelo Ghisleri – organizza ogni anno a Roma un convegno sotto il monumento al pensatore nolano, nel luogo “ove il rogo arse”, a Campo de’ Fiori, dove Giordano Bruno fu bruciato vivo dalla Santa Inquisizione. Anche quest’anno il convegno si terrà il 17 febbraio, con inizio alle ore 16:30. Fra i relatori l’On. Prof. Franco Ferrarotti, decano dei sociologi italiani ed ex parlamentare del PSDI.

Si è spento all’età di 90 anni il compagno Franco Nicolazzi, partigiano delle Brigate Matteotti, uno dei fondatori del Partito, per trent’anni deputato e più volte Ministro. Rimasto sempre fedele agli ideali del Socialismo Democratico, ricopriva l’incarico di Presidente della Fondazione Giuseppe Saragat.

Nella foto: il Segretario Nazionale del PSDI, Franco Nicolazzi, e il Segretario Nazionale del PSI, Bettino Craxi.

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Al termine del XVI Congresso Nazionale, il compagno Carmelo Barbagallo è stato eletto con voto unanime Segretario Generale della UIL - Unione Italiana del Lavoro.
barbagallo

Ai compagni Luigi Angeletti e Carmelo Barbagallo va il saluto fraterno dei socialisti democratici italiani.

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UilWebTV: fare click qui o sulla foto per le conclusioni del Congresso.

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«LAVORATORI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!» – Karl Marx

28 settembre 1864
28 settembre 2014

150 ANNI DALLA FONDAZIONE
DELLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE
DEI LAVORATORI

“The philosophers have only interpreted the world, in various ways; the point is to change it.” (I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo, ciascuno alla loro maniera; ma la vera sfida è come cambiarlo.) Undicesima Tesi su Feuerbach, epitaffio sulla tomba di Marx

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(nella foto: Marco Pannella interviene alle Celebrazioni di Palazzo Barberini, 11 gennaio 2014)

La Segreteria Nazionale del PSDI, in vista delle elezioni per il Parlamento Europeo, ha proceduto oggi, su conforme mandato della Direzione Nazionale, al deposito al Ministero dell’Interno dello storico simbolo del Partito, il “sole nascente dal mare” con la sigla PSDI e la scritta SOCIALDEMOCRAZIA.

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Per le elezioni del 2014 sono stati depositati un totale di 64 simboli, dei quali solo 52 sono stati ammessi; fra questi quello del PSDI.

“L’emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa.” (dagli Statuti provvisori dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, 1864)

Si sono tenute a Palazzo Barberini in Roma, sabato 11 gennaio 2014, le celebrazioni per il 67° anniversario della fondazione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Sezione dell’Internazionale Socialista, oggi PSDI.

In apertura dei lavori è stato presentato un documentario sullo storico evento, predisposto dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che include una rara intervista al Presidente Saragat effettuata subito dopo la rifondazione del Partito - avvenuta a Palazzo Barberini l’11 e il 12 gennaio 1947 - e pubblicata dal cinegiornale “LA SETTIMANA INCOM” nel numero 42 del 23 gennaio 1947. A quei tempi i telegiornali non esistevano ancora, perché non c’era neppure la televisione (che in Italia inizierà ad operare solo nel 1954) e l’unico modo di vedere interviste e riprese filmate era al cinema, fra una proiezione e l’altra. I “pezzi” erano necessariamente brevissimi, per non annoiare gli spettatori.

Questa intervista presenta numerosi aspetti di interesse, a incominciare dal titolo: “A COLLOQUIO CON SARAGAT” senza alcuna descrizione o appellativo dell’intervistato; ne ricordiamo solo alcuni. Saragat viene intervistato dal Direttore in persona del cinegiornale, come si addice ad un leader, e viene definito nella presentazione come “capo del Partito” sebbene formalmente non lo sia affatto. Il nuovo PSLI era infatti diretto da una Segreteria nazionale collegiale, di tre membri, composta da Giuseppe Faravelli, Alberto Simonini e Giuliano Vassalli, con Carlo Casati come segretario amministrativo. Saragat era solo uno dei tanti membri dell’ampia Direzione, composta da Faravelli, Saragat, Simonini, Martoni, Castiglione, Spalla, Mondolfo, Schiavi, Viotto, Quazza, Pietra, Vassalli, Zagari, Bonfantini, Dagnino, Matteotti, Valcarenghi, Chignoli, Tolino, Russo, Vera Lombardi e inoltre da D’Aragona, Corsi e Tremelloni, quali membri del Governo, da Treves per il quotidiano L’Umanità, da Canevari per il gruppo parlamentare e da Leo Solari per la Federazione Giovanile (FGSI).

Il Direttore chiede a Saragat lumi sul programma del PSLI, ma Saragat si rifiuta di rispondere, in coerenza con le sue concezioni della democrazia interna del Partito, affermando che il programma verrà elaborato solo da un regolare congresso; chiarisce tuttavia che il Partito si propone di lottare per un “ordine nuovo”, fondato su entrambi i capisaldi del Socialismo Democratico: la giustizia sociale e la libertà. Sul delicato tema del comunismo, Saragat afferma che il PSLI non sarà mai anticomunista: invece “siamo e saremo sempre socialisti”. A una domanda sulla “scissione”, Saragat contesta vivacemente il termine, ribattendo che non d’una scissione s’è trattato ma - più appropriatamente - della rinascita del Partito Socialista, la “nuova casa” dove tutti i veri socialisti sono attesi e potranno ritrovarsi. In pochi giorni la metà del vecchio PSI aderisce al PSLI e il giornalista lo provoca, chiedendogli i nomi dei maggiori aderenti al nuovo Partito; Saragat risponde, in termini marxisti, che non ci sono maggiori o minori, perché nel nuovo Partito tutti sono “compagni” e quindi pari, ma che comunque gli iscritti a lui più cari sono i lavoratori, tanto quelli del braccio che della mente.

Dopo il video segue l’esatta trascrizione dell’intervista.

LA SETTIMANA INCOM 23/01/1947
N 00042
INTERVISTA
A COLLOQUIO CON SARAGAT

L’Onorevole Giuseppe Saragat, capo del Partito Socialista Lavoratori Italiani, risponde ad alcune domande del Direttore de La Settimana Incom.

D: Qual è il programma del Suo Partito?
R: Il programma del Partito sarà elaborato da un regolare congresso. Fin d’ora possiamo affermare che il Partito si propone di lottare per un “ordine nuovo”, fondato sulla giustizia sociale e sulla libertà.

D: Quali i rapporti fra il Suo Partito e il comunismo?
R: Li ho definiti nel discorso di Palazzo Barberini, che è stato pubblicato integralmente dal giornale del Partito, “L’Umanità”. In ogni caso noi non saremo mai anticomunisti. Siamo - e saremo sempre - socialisti.

D: Quando ha pensato per la prima volta alla scissione?
R. Non ci ho mai pensato e non ci penso neppure adesso! Non si tratta di una “scissione” ma di una rinascita del Partito. Del resto sono certo che presto tutti i socialisti si ritroveranno riuniti nella nuova casa.

D: Chi sono per ora i maggiori aderenti al Partito?
R: Non ci sono aderenti né maggiori né minori. Ci sono dei compagni. E tra i compagni, quelli a noi più cari sono gli operai, i braccianti e gli impiegati.

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Sabato 11 gennaio a Palazzo Barberini, nella Sala del Trono stracolma di socialisti entusiasti provenienti da ogni parte d’Italia, accolti al suono dell’Internazionale, s’è tenuta l’annuale celebrazione della “scissione di Palazzo Barberini”, o per meglio dire dire della ricostituzione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Sezione dell’Internazionale Socialista, oggi PSDI, avvenuta proprio in quella storica sede 67 anni addietro, l’11 e il 12 gennaio 1947.

L’evento, che ha visto come moderatore il compagno Nino Gennaro del Circolo Socialista “Giuseppe Saragat” di Catania, è stato patrocinato dalla Fondazione Gaetano Salvemini che, riconoscendo l’alto valore storico e culturale delle celebrazioni, ha voluto fra l’altro offrire agli intervenuti un documentario sull’evento che ha incluso una rara intervista al Presidente Saragat, del quale riferiamo a parte (vedi precedente post).

Le celebrazioni del 67° anniversario di Palazzo Barberini hanno avuto quest’anno un oratore d’eccezione: dopo i saluti di rito di un dirigente del PSDI, le celebrazioni sono state aperte dal giornalista parlamentare e scrittore Giorgio Giannelli, che alla rifondazione del PSLI partecipò di persona quale delegato della Federazione Giovanile Socialista della Versilia.

L’importante e documentata relazione di Giannelli - che fu giornalista di tutt’e tre i quotidiani socialisti che si pubblicarono in Italia dal dopoguerra, e cioè l’Avanti!, La Giustizia e L’Umanità - ha messo in chiaro che il PSLI, al quale lodevolmente l’attuale PSDI si richiama, raccolse il fior fiore della sinistra sinistra italiana e non fu per nulla un partito “moderato” ma, al contrario, un partito socialista a tutto tondo, rivoluzionario e ortodossamente marxista, nel quale confluirono “Iniziativa Socialista” pressoché al completo (la corrente più di sinistra del PSIUP, i cui esponenti erano soprannominati “i giovani turchi”), la Federazione Giovanile Socialista (a quei tempi la FGSI era una vera organizzazione di massa, con oltre centomila iscritti, il cui organo di stampa si chiamava significativamente “Rivoluzione Socialista”) e una parte del gruppo turatiano di “Critica Sociale”, mentre i cosiddetti “socialdemocratici” non parteciparono alla “scissione” e rimasero nel PSIUP, che poi cambiò nome in PSI.

Nel corso del suo lungo ed apprezzato intervento, Giannelli ha avuto modo di ricordare alcuni dei fondatori e sostenitori del PSLI da lui personalmente conosciuti: Matteo Matteotti, figlio del Martire Giacomo, del quale fu stretto collaboratore; la rivoluzionaria russa Angelica Balabanoff, della quale fu esecutore testamentario assieme a Saragat e Ivan Matteo Lombardo; e poi Mario Zagari, Leo Solari, Giorgio Lauchard, Carlo Andreoni, Ugo Guido Mondolfo, Adolfo Annesi, Rino Formica, Virgilio Dagnino, Giuliano Vassalli, Guy Mollet, Alberto Simonini, Lodovico D’Aragona, Paolo Rossi, Antonio Greppi (sindaco di Milano) Maria Giudice, Bianca Bianchi, Umberto Calosso, Angelo Corsi, Francesco Zanardi (già mitico sindaco del pane a Bologna), Edgardo Lami Starnuti, Gaetano Pietraccini, sindaco di Firenze, Giuseppe Longhena, Enrico Gonzales, Giuseppe Emanuele Modigliani, Luigi Preti, Giuseppe Faravelli, Rigola detto “il Cieco”, segretario della CGIL dal 1906 al 1918, Anselmo Martoni che venne a Palazzo Barberini in rapppresentanza di Giuseppe Massarenti, ammalato, capo delle cooperative socialiste di Molinella, Paolo Treves, Roberto Tremelloni, Ezio Vigorelli, Aldo Valcarenghi, Enzo Zavaroni, Aldo Parini, già capo redattore dell’Avanti durante la resistenza, Alessandro Bocconi… (a proposito di Livio Maitan, Lucio Libertini, Vera Lombardi e degli altri trotskisti che seguirono Saragat e parteciparono alla fondazione del PSLI vedi la nota pubblicata su questo sito in data 7 agosto 2013, in occasione del 20° anniversario della scomparsa di Libertini).

La relazione di Giannelli ha un valore storico e documentale troppo importante per poter essere riassunta ed abbiamo quindi preferito riportarla per intero in altra parte del sito. Per leggere il testo integrale fare click qui. Nelle sue conclusioni Giannelli ha detto:

«Conosciamo bene i luoghi comuni che si sono imposti nel tempo a proposito di quell’evento memorabile che oggi commemoriamo e del Partito che quel giorno nacque. “Socialisti di destra”, “socialdemocratici”, “moderati”, “filogovernativi”, nel migliore dei casi “riformisti”. Io però c’ero e quel che vi racconto non l’ho sentito dire ma l’ho visto coi miei occhi. E posso portarvi la mia testimonianza che quel giorno a Palazzo Barberini non c’erano riformisti, nè socialdemocratici, bensì veri socialisti, autentici marxisti, rivoluzionari, trotskisti, leninisti, anarchici, partigiani, sindacalisti della CGIL e della FIOM, ex combattenti della guerra civile in Spagna. Non fu una scissione moderata, ma rivoluzionaria. Tutto il meglio del socialismo italiano convenne in quei giorni a Palazzo Barberini per rifondare il Partito Socialista dei Lavoratori, il Partito di Andrea Costa, il Partito di Turati e di Matteotti. E’ stato un dramma irreparabile per la sinistra italiana e per tutto il paese che quel patrimonio immenso si sia col tempo, e anche a causa di nostri errori, disperso.

Tuttavia, se non ci fosse stata quella scissione, probabilmente l’Italia sarebbe stata governata dagli stalinisti. Sì, è vero, c’erano gli americani, Papa Pio XII che addirittura scomunicò i comunisti, De Gasperi e tutto il resto. Ma chi poteva immaginare in quei giorni che avevamo previsto quello che sarebbe successo dopo? Resta il fatto che, nonostante tutti noi fossimo stati partigiani-combattenti, durante la campagna elettorale del 18 aprile 1948 mi trovai a Reggio Emilia con Matteo Matteotti e Alberto Simonini e, se non si fosse fatto a tempo a chiudere il portone del Comune di Reggio, i socialcomunisti ci avrebbero massacrati.

Non dobbiamo fare della retorica, del banale reducismo nè tanto meno farci prendere dalla nostalgia. La storia è quella che - oggi - ci ha messo fuori gioco nonostante il nostro patrimonio di lotte e di martiri. Ma, se questa storia ci condanna, la colpa è nostra, di tutti noi, nessuno escluso.

E’ anche vero però che nella storia ci sono corsi e ricorsi. Verranno a liberarci i socialisti europei. Al di là delle Alpi, dal Portogallo ai paesi dell’est ex comunista, da Londra alla Grecia, ci sono i socialisti. Quel giorno verrà e riprenderemo il cammino interrotto. In fondo un bagno di umiltà non può che averci fatto del bene.

Quel giorno verrà. Ho fiducia nel socialismo; e ho fiducia nei lavoratori italiani, che rivorranno il loro Partito. Sono quindi certo che, come disse proprio Giuseppe Saragat nel ‘53: “se il destino non è un cinico baro, avremo presto la nostra rivincita”.»


Nella foto: Palazzo Barberini, seconda giornata del Congresso costitutivo del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Sezione dell’Internazionale Socialista, 12 gennaio 1947; in alto a triangolo i ritratti di Turati e dei martiri Matteotti e Buozzi; la bandiera del Partito col primo simbolo, la falce e il martello sul libro a testimoniare l’unione dei lavoratori del braccio e della mente, e le tre frecce rivolte a sinistra dell’Internazionale che simboleggiano l’opera concorde del Partito Socialista, del sindacato dei lavoratori e del movimento cooperativo; alla presidenza la grande rivoluzionaria Angelica Balabanoff, che dava del “lei” a tutti ma chiamava di “tu” il solo Giuseppe Saragat, l’unico leader socialista italiano che ritenesse degno di rispetto.

Subito dopo il relatore ufficiale, il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli, ha preso la parola, vivamente applaudito, il Segretario Confederale della UIL Carmelo Barbagallo, responsabile nazionale del settore organizzazione del Sindacato. Barbagallo era accompagnato da una qualificata delegazione composta fra gli altri da Nino Marino della UILA-UIL e Angelo Mattone della UILTrasporti.

Carmelo Barbagallo UIL .

«Ogni scissione presuppone l’inclusione. Lo strappo serve a correggere la linea strategica di un movimento, di un partito, senza del quale la deriva ultima investirà le linee guida e decimerà consenso. È questa l’intuizione che l’11 gennaio del 1947 guidò un manipolo di compagni, coraggiosi e lungimiranti, a fondare il Partito Socialista dei Lavoratori, indirizzando verso un nuovo corso la vita politica italiana». Carmelo Barbagallo ha così iniziato il suo intervento alle celebrazioni di Palazzo Barberini, l’11 gennaio 2014, in occasione dei sessantasette anni dall’evento. Il leader della UIL ha voluto affermare con forza la necessità di coniugare idee e prassi sia nel mondo del lavoro italiano, in particolare nell’unico sindacato laico, la UIL, che nell’ambito politico, in quell’area di ispirazione socialista che tanto ha prodotto sul piano dell’emancipazione sociale e civile in Italia e in Europa.
«Abbiamo bisogno di sindacalisti che lottino per riconquistare posizioni al movimento dei lavoratori e dei cittadini - ha detto Barbagallo - che diano dignità al lavoro e ai lavoratori, che riescano nell’impresa di promuovere i giovani e le donne a protagonisti di un’Italia rinnovata e rigenerata, e c’è altrettanto bisogno di socialisti che abbiano la voglia e la passione di fare i socialisti e sappiano farlo».
Carmelo Barbagallo ha affrontato con decisione il nodo irrisolto dei costi della politica e dell’evasione fiscale, proponendo una diversa visione dello stato, interpretata come servizio ai cittadini anziché come arricchimento delle varie caste, combattendo gli sprechi legati all’inefficienza della macchina statuale.
Dei giovani e delle donne, Barbagallo ha sottolineato il contributo decisivo che hanno dato per uscire dalla crisi e ha indicato il metodo che deve presiedere alla selezione dei gruppi dirigenti nell’Italia di oggi e di domani, cioè: il merito.
«Tornare a studiare seriamente, valorizzando la scuola e l’università, reintrodurre i concorsi».
Dell’indulto, dell’affollamento delle carceri, della riforma della giustizia, in presenza di Marco Pannella, attentissimo ascoltatore, ha detto che l’utilizzazione delle caserme dismesse potrebbe essere una importante occasione per trasformarli in penitenziari, consegnando, così, una dimensione vivibile ai carcerati e al corpo della polizia penitenziaria, ridando scopo e dignità ai prigionieri e alle guardie, aiutando i primi nel processo di riabilitazione e i secondi nel loro lavoro di sorveglianza.
Barbagallo nella sua disanima ha poi sostenuto che si pone ormai improcrastinabile l’esigenza di dotare l’Italia di un sistema fiscale equo, in grado di eliminare profonde incongruenze, per cui si registra, ormai da anni, un primato nefasto: il costo del lavoro tra i più alti d’Europa, pagato dagli imprenditori sempre meno motivati ad investire, e i salari più bassi, che impediscono la ripresa dei consumi e mortificano la professionalità dei lavoratori.
Infine, rivolgendosi ai vertici del Partito Socialista Democratico, al Segretario nazionale, Renato d’Andria, il leader della UIL ha affermato che un partito socialista moderno ha bisogno di tanta e sana aggregazione, di tanta e sana politica, e dev’essere in grado di coniugare in termini nuovi le parole d’ordine di Saragat “case, scuole, ospedali” nel quadro della propria azione sociale che non può non vedere al primo posto la difesa del lavoro.
«La frammentazione, il frazionismo, insomma insistere sulle individualità a scapito delle comunità è un errore grave. Per vincere le pervadenti omologazioni dell’economia globale sarà necessario un fronte ampio di lotta e di elaborazione, che si deve formare a partire dal comune sentire, da forze politiche e sociali che hanno ideali e azioni indirizzate al progresso della società e dell’uomo».
Barbagallo ha messo in evidenza la forza della laicità nell’esperienza italiana e europea, chiamando a testimone d’eccezione Marco Pannella, il quale, a sua volta, ha indicato - nel suo intervento del quale riferiamo di seguito - nella “Rosa nel pugno” e nell’Internazionale Socialista due fondamenti da dove partire per ridare ampiezza e profondità alle esperienze d’ispirazione laica e socialista.
Ancora, Barbagallo ha indicato nell’elezione di Papa Francesco un rinnovato spirito di proselitismo della Chiesa cattolica, di adeguamento alle istanze della post-modernità, cui dovrebbe seguire un’analoga iniziativa degli uomini e delle donne libere, che credono nella laicità della loro individualità e in quella dello stato.
«A questo riguardo gli stessi Patti Lateranensi andrebbero rivisti», ha affermato il leader della UIL tra gli applausi di una sala attenta e stracolma.


(articolo in preparazione)


(in preparazione)

“La funzione ed il ruolo del PSDI, pur nel mutato quadro politico, non sono venuti meno. (…) L’obiettivo è dare al socialismo democratico anche in Italia quel ruolo al quale già assolve nelle libere democrazie dell’Occidente europeo.” (GIUSEPPE SARAGAT, Il Socialismo della coerenza, 1984)

Lucio Libertini

Catania, 1 giugno 1922 – Roma, 7 agosto 1993

Lucio Libertini, catanese trasferitosi a Torino negli anni ‘40 come tanti siciliani per ragioni di lavoro, ma molto attivo anche a Roma, partecipò già durante il fascismo e la R.S.I. alla ricostituzione in clandestinità della FGSI - Federazione Giovanile Socialista; precedentemente aveva collaborato anche con Democrazia del Lavoro. Aderì alla corrente di Iniziativa Socialista (la corrente più di sinistra e rivoluzionaria del PSIUP, i cui esponenti erano soprannominati “i giovani turchi”) che aveva una preclusione invincibile e assoluta nei confronti dei comunisti stalinisti e sostenitori acritici dell’URSS e dei loro emuli ed alleati dentro il PSIUP.

Alle elezioni per l’Assemblea Costituente, il 2 giugno 1946, il Partito Socialista (allora PSIUP) conquistò il 20,7% dei voti e giunse secondo dopo la DC, scavalcando a sorpresa il PCI che pure godeva dell’enorme sostegno finanziario del blocco sovietico e del passaggio nelle sue fila, praticamente in blocco, di tutti i sindacalisti e i cooperatori fascisti. Nell’Italia centrale e del nord il travaso fu particolarmente significativo: dove nel primo quarto del secolo era stato forte il movimento socialista, le cooperative, il sindacato, le società operaie e di mutuo soccorso, le banche popolari, ci fu nel ventennio la maggiore adesione al regime mussoliniano e poi, nel dopoguerra, l’immediato cambio di casacca e la pressoché completa adesione al PCI.

Il gruppo di Iniziativa Socialista al quale Libertini aderì a Torino era il vivaio di Guido Quazza, poi Preside della Facoltà di Lettere, ispiratore di un’area culturale e politico-sindacale dalla quale emergeranno anni dopo compagni di valore, come - per citarne solo alcuni - Garavini e Bertinotti; l’intera corrente, che era presente in tutta Italia tanto nella FGSI che nel PSIUP, alla fine del 1946 si alleò coi turatiani di Critica Sociale e con Saragat contro la maggioranza del Partito Socialista (allora ancora denominato PSIUP) che voleva dar vita ad un fronte comune col PCI. Al XXV congresso socialista di Roma Libertini si schierò, con quasi tutta la corrente di Iniziativa, contro l’unità d’azione con i comunisti e partecipò alla “scissione” di Palazzo Barberini.

A Palazzo Barberini, l’11 gennaio 1947, Libertini fu fra i fondatori del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Sezione dell’Internazionale Socialista e, sebbene giovanissimo, ne fu eletto membro della Direzione Nazionale in occasione del primo convegno organizzativo tenutosi a Roma il 13-15 settembre 1947, che vide l’elezione di Saragat a Segretario del Partito; mentre Livio Maitan, anche lui come Libertini della corrente di Iniziativa, diventò dapprima vice Segretario e poi Segretario Nazionale della FGSI. Successivamente il PSLI si fuse col gruppo socialdemocratico di Romita e Lupis che si scisse dal PSI nel 1949 dando vita al PSU; i due partiti unificati si chiamarono dapprima “PS - Sezione Italiana dell’Internazionale Socialista” e poi PSDI.

Libertini rimase legato a quell’area politica fino alla fine degli anni ‘50; quando i deputati Magnani e Cucchi lasciarono il PCI e diedero vita all’USI - Unione Socialista Indipendente - ne divenne uno dei massimi dirigenti e ne curò le iniziative editoriali; fu in particolare direttore di RISORGIMENTO SOCIALISTA, giornale odiatissimo dai comunisti del PCI (superato soltanto, quanto a viscerale antipatia dei moscoviti di casa nostra, da CORRISPONDENZA SOCIALISTA, il giornale di Eugenio Reale, ex “ministro degli Esteri” del PCI che denunziò i crimini di Stalin e passò “armi e bagagli”, come si diceva allora, nel PSDI). Dopo l’esperienza al vertice dell’USI Libertini confluì poi nel PSI dove rimase fino alla costituzione, all’inizio del 1964, del nuovo PSIUP. Dei suoi anni nel PSI rimangono le famose “Sette tesi sulla questione del controllo operaio” scritte a quattro mani con Raniero Panzieri (pubblicate sulla rivista ideologica del PSI Mondoperaio del febbraio 1958).

Una larga parte della corrente di Iniziativa Socialista nel corso degli anni si disperse in mille rivoli ma tanti compagni si ritrovarono poi in Democrazia Proletaria e quindi in Rifondazione; fra questi - solo per citarne alcuni - Vera Lombardi, che era a Palazzo Barberini come Libertini, fece parte della prima Direzione Nazionale del PSLI con Saragat, poi nell’USI dei “magnacucchi”, dopo ancora coi lombardiani del PSI, in ultimo consigliere comunale a Napoli con Democrazia Proletaria e dirigente di Rifondazione Comunista; e Livio Maitan, che fu il Segretario Nazionale della FGSI - Federazione Giovanile Socialista Italiana del PSLI dopo Matteo Matteotti (il figlio del Martire dell’Idea socialista) e Leo Solari; trotskista sin da quegli anni, come molti dei fondatori del PSLI, stimatissimo da Saragat che non voleva che lasciasse il Partito, Maitan è oggi più noto per essere stato in seguito il leader della sinistra sia di Democrazia Proletaria che di Rifondazione e ricorderà i suoi anni giovanili nel libro autobiografico “La strada percorsa”.

La gran parte di quello che si è scritto di Lucio Libertini è errato o interamente falso. Non fa eccezione internet, dove si trovano ricostruzioni della sua vita e della sua attività politica estremamente parziali o del tutto campate in aria. I comunisti del PCI e post PCI, in particolare, ne hanno voluto cancellare gli anni della sua collaborazione con Iniziativa Socialista, con Saragat (che nel dopoguerra veniva visto dal PCI come il fumo negli occhi) nel PSLI e poi coi “magnacucchi” dell’USI che Togliatti definiva con disprezzo “pidocchi della criniera del grande PCI”. Secondo alcune fantasiose ricostruzioni, Libertini sarebbe stato comunista già da bambino, forse sin dal ventre materno, mentre in realtà a ben vedere non lo è stato mai (lo stesso Bertinotti, d’altra parte, ha iniziato a definirsi “comunista” solo quando divenne segretario di Rifondazione; prima nella CGIL era da tutti ritenuto socialista ed in effetti negli anni giovanili anche lui militò nel PSIUP).

Man mano che troveremo degli articoli non faziosi e storicamente onesti su Lucio Libertini e su quei formidabili anni che lo videro protagonista non mancheremo di segnalarveli qui:

- su Libertini ed il vizio dei comunisti di falsificare e “aggiustare” le vite ed il passato:

http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2010/08/libertini-e-il-pci-ovvero-il-vizietto.html

- su Libertini “liberamente comunista”:

http://radicalsocialismo.it/2013/08/07/lucio-libertini-20-anni-dopo/

- sulla “scissione” di Palazzo Barberini del gennaio 1947, alla quale partecipò Libertini:

http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2009/12/palazzo-barberini-una-scissione-di.html

- su Guido Quazza e Iniziativa Socialista a Torino:

http://www.antimoderati.it/index.php?option=com_content&view=article&id=35&Itemid=37

- su i socialisti indipendenti in Italia negli anni ‘50 e sul ruolo che ebbe Libertini (nota: attenzione al numero enorme di errori di battitura e storpiatura di nomi e sigle):

http://www.sergiodalmasso.net/documenti/Estratti/I%20socialisti%20indipendenti%20in%20Italia.pdf

- sull’USI vedi anche i documenti originali della mostra L’ERESIA DEI MAGNACUCCHI (1951-1957) della Biblioteca digitale dell’Archiginnasio di Bologna (fra cui un famoso articolo dell’On. Cucchi che spiega perché bisogna votare PSDI e non PSI per l’avanzamento dell’idea socialista in Italia):

 http://badigit.comune.bologna.it/mostre/magnacucchi/presentazione.htm

- sui “magnacucchi”, sul contesto nel quale si svolse l’attività di Libertini prima del ‘68 e sulle sue fondamentali (quanto dimenticate) “Sette tesi sul controllo operaio”:

Sergio Dalmasso: IL PRE ‘68

Sergio Dalmasso: I “magnacucchi” e la ricerca di una sinistra socialista, autonoma e democratica

Sergio Dalmasso: La ricerca di un’altra via: le Sette Tesi sul controllo operaio di Panzieri e Libertini

Assemblea Congressuale della Sezione
“GIACOMO MATTEOTTI” di Roma

Mercoledì 27 marzo 2013, ore 10

Giacomo Matteotti

 

Come previsto dalle Norme per il Tesseramento 2012-2013, i compagni iscritti alla Sezione PSDI “Giacomo Matteotti” sono convocati per il giorno 27 marzo 2013, alle ore 10, presso i locali della Sezione siti in Roma, Via Sicilia 137, piano terra, per discutere e deliberare sul seguente

Ordine del Giorno:

1) Esame della situazione politica;

2) Manifestazione del 10 giugno 2013, in occasione dell’89° anniversario del martirio del compagno Giacomo Matteotti;

3) Elezione degli organismi statutari della Sezione;

4) Varie ed eventuali.

La Segreteria della Sezione

 

NOTA: Tutti i compagni iscritti al PSDI possono partecipare all’assemblea. Tutti i compagni iscritti come “dirigenti” (vedi Norme per il Tesseramento 2012-2013) possono porre la loro candidatura agli organismi della Sezione Matteotti, tranneché non risultino già in carico ad altre Sezioni PSDI. Seguirà, alle ore 13 circa, un pranzo in onore del Segretario Nazionale del Partito.

PRENOTAZIONE HOTEL: I compagni che desiderano pernottare a Roma nei giorni precedenti o successivi alla riunione possono godere delle tariffe convenzionate del Partito, scrivendo a:

CommissioneOrganizzazione@Socialdemocratici.it

Il Segretario Nazionale del Partito, compagno Renato d’Andria, nell’impossibilità di recarsi personalmente a Viareggio dove è stata recentemente ricostituita la storica Sezione del PSDI intitolata a Giacomo Matteotti, ha proceduto alla consegna della bandiera al compagno Luca Biagini in occasione di un incontro che si è tenuto a Roma.
Il Segretario Nazionale consegna la bandiera al compagno Luca Biagini della Sezione PSDI di Viareggio
Il compagno Biagini è stato chiamato a far parte della Direzione Nazionale e gli è stato affidato l’incarico di curare il tesseramento del Partito in Toscana, con particolare riferimento alla provincia di Lucca.

Davide Frascella Torino PSDIIl PSDI ha accolto con soddisfazione il rientro nel Partito della Federazione Socialista di Torino, intitolata al Presidente Giuseppe Saragat.

Il compagno Davide Frascella è stato chiamato a far parte della Direzione Nazionale e gli è stato affidato l’incarico di curare il tesseramento del Partito in Piemonte ed il coordinamento delle Sezioni e Federazioni PSDI della regione, in vista dei rispettivi congressi.

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PSDI Torino

E’ stato celebrato il 18 febbraio a Bruxelles il 20° Anniversario della fondazione del PES, Partito dei Socialdemocratici Europe. I fondatori furono 20 differenti partiti, provenienti da 14 nazioni; fra questi il Partito Socialista Democratico Italiano, PSDI. La “Dichiarazione Costitutiva” del “Partij van de Europese Sociaaldemocraten” venne sottoscritta dal nostro Partito, a firma dell’allora Segretario Nazionale, come può evincersi dallo storico documento che riproduciamo (per vederlo ingrandito fare click sulla foto).
PSDI Atto fondazione PES

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La Direzione Nazionale del Partito ha prorogato il termine del Tesseramento PSDI 2012-2013 - ai soli fini organizzativi e congressuali - alla data del 31 marzo.

A partire dal mese di aprile gli iscritti saranno convocati, come previsto dalle “Norme per il Tesseramento” già emanate, per la ricostituzione delle Sezioni del Partito in quelle località nelle quali si registrerà un numero significativo di adesioni. Il compagno Nino Gennaro è stato incaricato di curare l’organizzazione del Congresso Nazionale del Partito. Nella prossima riunione la Direzione Nazionale procederà all’insediamento della Commissione di Garanzia per il Congresso.

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Il Segretario Nazionale del PSDI ha inviato una lettera ai compagni che hanno fornito al Partito il loro indirizzo di posta elettronica. La riportiamo di seguito:
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Caro Compagno,

Avrai certamente notato che il PSDI è stato molto attivo e presente negli ultimi mesi, nonostante i miei molteplici e gravosi impegni professionali che non sempre mi consentono di dedicare al Partito tutto il tempo e le energie che vorrei.

E’ stata ripresa la pubblicazione della PSDI Newsletter, che viene periodicamente inviata alle migliaia di compagni di cui disponiamo dell’indirizzo di posta elettronica (approfitto per pregarti di farci avere le mail dei compagni a te vicini che potrebbero essere interessati a riceverla). Il nostro sito internet www.PartitoSocialistaDemocraticoItaliano.it è sempre aggiornato e dispone di una veste grafica positiva ed efficace. Tramite la Fondazione Salvemini, da me presieduta, è stata messa a disposizione del Partito una sede al centro di Roma, a pochi passi da Via Veneto, ed altri ampi locali a Castelnuovo, nei pressi della capitale, per le attività di segreteria e per incontri e riunioni di natura politica ed organizzativa. L’11 gennaio abbiamo celebrato il 66° anniversario della fondazione del Partito, e ricordato al contempo il Presidente Giuseppe Saragat, nella prestigiosa sede di Palazzo Barberini, messaci a disposizione dal Ministero della Difesa; insieme ad altre emittenti, Radio Radicale ha ripreso per intero l’evento, che puoi rivedere online sul loro sito, oltreché su YouTube. Abbiamo effettuato un’inserzione pubblicitaria di una intera pagina sul quotidiano “Libero”, riproducendo l’ultima di copertina di una delle nostre ultime Newsletter, che è stata positivamente notata da tutto il mondo politico, ed altre ne faremo in futuro. In vista delle prossime elezioni nazionali, anche se non partecipiamo direttamente, abbiamo comunque proceduto al deposito ufficiale al Ministero dell’Interno del nostro glorioso simbolo del “Sole Nascente dal Mare”, cosa che non si faceva da molti anni; la stampa ne ha dato notizia, tanti compagni hanno rivisto il simbolo a loro caro sulla stampa ed alla TV ed ho ricevuto molti commenti positivi.

Per il 2013 abbiamo in programma la ricostituzione della Casa Editrice del Partito, che curi la pubblicazione del nostro storico giornale, L’Umanità, e del periodico Ragionamenti, sotto la direzione del compagno Sen. Giuseppe Averardi.

Daremo inoltre una forte spinta al tesseramento, momento fondamentale dell’autofinanziamento e della riorganizzazione del Partito. Trovi la Circolare sul Tesseramento 2012-2013 anche sul sito www.SoleNascente.it e qualora ti fosse sfuggita ti raccomando di leggerla adesso.

Sono sicuro che tu sei felice di tutti questi sforzi che stiamo compiendo allo scopo di rilanciare il Socialismo Democratico in Italia e confido che vorrai prestare la tua personale collaborazione a questa ardua ed entusiasmante impresa. Il primo passo è che anche tu risulti fra gli iscritti al PSDI per il 2013; l’Ufficio Organizzazione del Partito è a tua disposizione ai recapiti che trovi nella Circolare, dove comunque sono dettagliatamente indicate tutte le modalità del tesseramento.

Ha detto il Presidente Saragat, poco prima di lasciarci: : “La funzione ed il ruolo del PSDI, pur nel mutato quadro politico, non sono venuti meno. (…) L’obiettivo è dare al Socialismo Democratico anche in Italia quel ruolo al quale già assolve nelle libere democrazie dell’Occidente europeo.” Raggiungere questa meta, che io so esser cara a te come a me, richiede il nostro comune impegno. Mi sento certo che il tuo non mancherà.

Cari fraterni saluti,

Renato d’Andria
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Negli splendidi saloni di Palazzo Barberini è stato celebrato a Roma il 66° anniversario della ricostituzione, avvenuta l’11 gennaio 1947, del PARTITO SOCIALISTA DEI LAVORATORI ITALIANI, Sezione Italiana dell’Internazionale Socialista, oggi PSDI.

I lavori, introdotti dal compagno Nino Gennaro del Circolo Socialista “Giuseppe Saragat” di Catania, sono stati presieduti dal Segretario Nazionale del PSDI compagno Renato d’Andria. Numerosi messaggi di saluto sono pervenuti da tutta Italia.

Nella foto: Augusto Cecchinelli, già Segretario della Gioventù Socialdemocratica; l’On. Antonio Bruno, già Sottosegretario di Stato alla Difesa; il Segretario Nazionale del PSDI Renato d’Andria; la giornalista Rita Pennarola; Luca Biagini del circolo “Socialismo è Democrazia” di Viareggio.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Renato d’Andria, ha proceduto oggi, su conforme mandato della Direzione Nazionale, al deposito al Ministero dell’Interno dello storico simbolo del Partito, il “sole nascente dal mare” con la sigla PSDI e la scritta SOCIALDEMOCRAZIA.

depositato simbolo psdi senato 2013

Il deposito, come si evince dalla certificazione del Viminale che pubblichiamo, è stato effettuato per le elezioni del Senato ed in particolare per le regioni Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania e Sicilia.

CHIUSURA DEL TESSERAMENTO (ai soli fini organizzativi) ALLA DATA DEL 10 GENNAIO 2013

La Segreteria Nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano comunica che la Campagna Nazionale di Tesseramento 2012-2013 del PSDI, che si è aperta il 1° gennaio 2012 e si concluderà il 31 dicembre 2013, avrà un momento di verifica – ai soli fini organizzativi – alla data del 10 GENNAIO 2013.

Fermo restando quindi che tutti i compagni potranno continuare a richiedere la tessera del Partito in qualunque momento, l’Ufficio Organizzazione procederà alla compilazione di un primo elenco di iscritti in regola col versamento delle quote associative e che hanno provveduto alla trasmissione dei loro dati personali entro la data del 10 GENNAIO 2013.

Dopo tale data gli iscritti saranno convocati, provincia per provincia, per ricostituire gli organismi periferici del Partito.

DATI PERSONALI OBBLIGATORI DA INDICARE AI FINI DEL PERFEZIONAMENTO DELL’ISCRIZIONE AL PARTITO.

Tutti i compagni che desiderano iscriversi al Partito devono fornire obbligatoriamente i seguenti dati:

1. Nome e cognome;
2. Luogo e data di nascita;
3. Comune di iscrizione nelle liste elettorali;
4. Indirizzo completo di codice di avviamento postale;
5. Indirizzo di posta elettronica;
6. Numero o numeri di telefono ai quali sono ordinariamente rintracciabili;
7. Numero di telefono cellulare al quale il Partito potrà inviare messaggi SMS;
8. Sindacato al quale sono iscritti;
9. Società cooperative ed associazioni di qualunque natura delle quali sono soci;
10. Elenco completo di tutti gli incarichi politici, sindacali, associativi e pubblici ricoperti anche nel passato.

Si rammenta che l’iscrizione di personalità politiche che abbiano ricoperto incarichi in partiti diversi dal PSDI è soggetta a valutazione, caso per caso, da parte della Direzione Nazionale.

Coloro i quali sono stati espulsi in passato dal Partito non possono richiedere la tessera del PSDI. Le sentenze di espulsione comminate dai Probiviri sono infatti pienamente valide ed operative, come riconosciuto dal Tribunale di Roma con sentenza del 22 giugno 2011.

QUOTE ASSOCIATIVE 2012-2013

La quota associativa minima per il biennio 2012-2013 è di 50 Euro e conferisce il diritto di voto in occasione dei congressi di sezione, provinciale e regionale.

La quota per i compagni dirigenti del Partito è di minimo 200 Euro. Tutti coloro che aspirano a rivestire incarichi nel Partito devono iscriversi come dirigenti, così come tutti gli iscritti che rivestono incarichi pubblici. I compagni iscritti come dirigenti hanno diritto di voto in tutti i consessi, incluse le assemblee ed i congressi nazionali.

La Segreteria Nazionale è perfettamente cosciente che il momento che attraversa il paese non è felice per alcun lavoratore italiano, tuttavia il versamento di qualche decina di centesimi al giorno, a favore del Partito nel quale si intende militare e che si ambisce a dirigere, non può certo spaventare dei leader del mondo del lavoro e della società civile, quali quelli che il PSDI intende coinvolgere al fine di rafforzare il proprio gruppo dirigente, al centro ed in periferia.

I versamenti devono essere effettuati personalmente e singolarmente da ciascun compagno.

In aggiunta a tutti coloro che formalmente si iscriveranno al Partito e risulteranno quindi dai relativi elenchi ufficiali, che verranno compilati e tenuti aggiornati dall’Ufficio Organizzazione del Partito sotto la diretta supervisione della Segreteria Nazionale, ogni compagno che partecipi all’autofinanziamento del Partito con contribuzioni di qualunque importo potrà chiedere la tessera del PSDI. Questi compagni non saranno tenuti a fornire i dati personali completi richiesti invece agli iscritti, potranno partecipare solo alle iniziative della loro sezione di riferimento e non avranno diritto di voto.

RICOSTITUZIONE DEGLI ORGANISMI PERIFERICI DEL PARTITO

Tutti coloro che richiedono in questa fase l’iscrizione al Partito faranno provvisoriamente capo alla Sezione “Giacomo Matteotti” di Roma. Questa storica sezione, fondata nel 1924 sull’onda della mobilitazione seguita al martirio del grande dirigente socialista, venne ricostituita nel 1944 all’indomani della liberazione di Roma e partecipò alla rifondazione di Palazzo Barberini nel 1947. Essa è stata recentemente rivitalizzata grazie all’impegno del Segretario del Partito ed ha sede ed uffici in Roma, in Via D. Cimarosa, 3/b.

Qualora, alla data del 10 gennaio 2013 o anche in un momento successivo, si dovesse rilevare che in una stessa provincia sono presenti 10 o più iscritti al Partito, questi compagni saranno convocati per procedere alla costituzione di una sezione locale, con sede nel capoluogo della provincia o dove decideranno gli iscritti stessi; qualora in una stessa provincia saranno presenti una pluralità di sezioni, la Segreteria Nazionale potrà autorizzare la ricostituzione della Federazione Provinciale del Partito. Tutti i congressi di sezione o di federazione saranno presieduti dal Segretario Nazionale o da un compagno all’uopo designato dalla Direzione.

Gli iscritti al Partito risiedenti in regioni nelle quali siano state ricostituite delle sezioni del PSDI potranno scegliere se rimanere iscritti alla Sezione “Giacomo Matteotti” di Roma ovvero aderire ad una sezione più vicina.

DECADENZA DEGLI INCARICHI PROVVISORI CONFERITI IN VIA STRAORDINARIA IN VISTA DELLA RIORGANIZZAZIONE PERIFERICA DEL PARTITO

Alla data del 10 gennaio 2013, con la conclusione della prima fase del Tesseramento PSDI 2012-2013, tutti gli incarichi provvisori che sono stati conferiti in via straordinaria, in vista della riorganizzazione periferica del Partito, decadranno automaticamente. Qualora i compagni a cui è stato dato incarico di rivitalizzare le attività del Partito nelle loro aree di competenza abbiano bene operato, ci saranno certamente 10 o più compagni iscritti nelle loro province, che potranno dar vita ad una sezione del PSDI e procedere democraticamente alla selezione del gruppo dirigente locale; ove così non fosse, vengono egualmente meno le ragioni di proseguire in una gestione straordinaria che non produce i frutti sperati. I compagni già onerati di incarichi di natura straordinaria sono comunque incoraggiati a continuare ad operare per il successo della campagna di tesseramento 2012-2013, allo scopo di facilitare il raggiungimento nel tempo più breve possibile del numero minimo di iscritti necessario per la ricostituzione di una sezione nella loro provincia.

Si ricorda che tutti i compagni che rivestono cariche nel Partito a tutti i livelli devono essere iscritti come dirigenti.

LA DIREZIONE NAZIONALE DEL PARTITO E’ CONVOCATA PER VENERDI’ 11 GENNAIO 2013 IN ROMA

La Direzione Nazionale è convocata per venerdì 11 gennaio 2013 a Roma. I lavori occuperanno l’intera giornata e la registrazione dei partecipanti inizierà alle ore 9; è opportuno quindi che i compagni che ne abbiano la possibilità arrivino sin dalla sera prima. Non sono ammesse deleghe.

La Direzione Nazionale, dopo aver ascoltato la relazione del Segretario, prenderà in esame la situazione politica ed organizzativa del Partito e valuterà le possibili alleanze con altre forze politiche e movimenti che possano rendere più efficace l’azione del PSDI, tenendo presente che nel mese di febbraio si svolgeranno, oltre alle Politiche, anche le elezioni regionali in Lombardia, Lazio e Molise e che è necessaria una grande mobilitazione per la raccolta delle firme in vista della partecipazione del PSDI alle imminenti elezioni politiche nazionali.

E’ inoltre necessario procedere ad una parziale integrazione degli organismi nazionali del Partito (Direzione Nazionale, Collegio dei Probiviri, Consiglio dei Revisori dei Conti). A tal proposito, è desiderio della Segreteria Nazionale che tutti quei compagni che abbiano ricoperto in modo encomiabile nel passato degli incarichi dirigenti, dando prova di sincero attaccamento al Partito, vengano reintegrati nei ruoli precedentemente ricoperti, ovviamente col consenso della Direzione Nazionale, che sarà chiamata ad esprimersi nel merito di ogni candidatura. Parimenti potrà rivelarsi utile al Partito coinvolgere da subito quei nuovi compagni che si sono avvicinati di recente al Partito, alcuni dei quali portando con sé un significativo bagaglio di esperienze, senza attendere il prossimo Congresso Nazionale, che potrebbe non essere convocato in tempi brevi.

E’ quanto mai necessario quindi che tutti quei compagni che ritengono di far parte del gruppo dirigente del Partito si attivino immediatamente, perfezionando la loro iscrizione entro il 10 gennaio 2013 ed intervenendo di persona alla Direzione Nazionale dell’11 gennaio, dalla quale verrà un contributo di grande rilievo al rilancio del PSDI.

IL TESSERAMENTO 2012-2013 MOMENTO FONDAMENTALE DEL RILANCIO DEL PARTITO E DELLA RICOSTITUZIONE DEL SUO GRUPPO DIRIGENTE.

Tutti i compagni che desiderano iscriversi al Partito devono con la massima urgenza e comunque entro il 10 gennaio 2013 (se desiderano essere considerati ai fini dei congressi locali e della Direzione Nazionale) inviare la loro richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica:

tesseramento@socialdemocratici.it

I compagni che si iscrivono come dirigenti e che desiderano sollecitare un incontro col Segretario Nazionale o che abbiano da presentare proposte per il bene del Partito o raccomandare risoluzioni o Ordini del Giorno alla Direzione Nazionale, oltre ad inviare la propria personale richiesta di iscrizione all’indirizzo sopra indicato, possono anche scrivere direttamente all’Ufficio Organizzazione:

ufficioorganizzazione@socialdemocratici.it

Non saranno presi in considerazione, ai fini del tesseramento dei dirigenti, quei versamenti che risulteranno effettuati da persona diversa da chi chiede di iscriversi al Partito; essi verranno considerati generici contributi al Partito e come tali registrati ed archiviati, mentre la richiesta di iscrizione verrà cestinata.

Il PSDI è alla ricerca di donne e uomini di successo, che possano col loro sincero impegno, e con le loro doti e qualità, contribuire al rilancio del Socialismo Democratico in Italia. Se qualcuno nell’odierna società capitalistica – che pure noi socialisti democratici combattiamo, per superarla e costruire una società più giusta e autenticamente democratica – non vuole destinare al Partito nel quale ha scelto di militare - o addirittura ambisce a dirigere -  neppure qualche decina di centesimi al giorno, con ogni evidenza non è quel lavoratore e dirigente di successo che noi stiamo cercando per coinvolgerlo nei nostri progetti a favore della classe lavoratrice italiana e del Paese tutto.

I RECAPITI DEL PARTITO

I compagni sono invitati a limitare al massimo in questa fase l’invio di lettere e documenti tramite il servizio postale, preferendo piuttosto la comunicazione con gli uffici del Partito tramite posta elettronica.

PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO

SEDE NAZIONALE
Via D. Cimarosa, 3/b
00198 ROMA
Tel.: 06/45442028 — 06/45442243

SEDE INTERREGIONALE
Via Monte Tufello 2
00060 Castelnuovo di Porto (Roma)
Tel.: 06/9085847

L’ultimo numero della “PSDI Newsletter”, con la notizia della convocazione del Convegno di Studi “Willy Brandt, Olof Palme, Giuseppe Saragat: la lezione dei Padri per il futuro del nostro Paese”, è ora disponibile facendo click qui.

Il Convegno, inizialmente previsto per il 13 dicembre 2012, si terrà venerdì 11 gennaio 2013 a Roma.

L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA plaude con soddisfazione alla storica deliberazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che riconosce la Palestina come Stato, con 138 voti favorevoli e solo 9 contrari, e porge le proprie sincere congratulazioni al Presidente Mahmoud Abbas ed a tutto il Popolo Palestinese per questo straordinario successo. L’Internazionale Socialista continuerà ad operare affinché giunga presto il giorno nel quale il libero Stato della Palestina potrà prendere il posto che gli compete nella comunità delle nazioni e potrà vivere in pace all’interno di confini sicuri e riconosciuti, come tutti gli altri Stati della regione.

Riportiamo di seguito il testo ufficiale in lingua inglese della dichiarazione dell’Internazionale Socialista.

Socialist International

Socialist International welcomes UN vote on Palestinian status

30 November 2012

The Socialist International warmly welcomes the historic decision taken last night at the United Nations to grant Palestine non-member observer State status with an overwhelming 138 votes in favour, 9 against and 41 abstentions, and extends its sincere congratulations to President Mahmoud Abbas and the Palestinian people on this momentous achievement.

The world clearly wants and needs a negotiated, peaceful two-State solution to the Israeli-Palestinian conflict and the SI fervently hopes that this decision will give fresh impetus to the process for peace and lead to an early resumption of dialogue between Israelis and Palestinians. We urge both sides to seize the moment and to engage seriously and quickly to build upon this historic step and make of it a catalyst for peace, for the sake of their own peoples, the region and the world.

The SI looks forward to the day when an independent Palestinian State will take its rightful place among the community of nations, living in peace alongside Israel, both within secure and mutually recognised borders.

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Domenica 7 ottobre 2012 all’Hotel Astoria di Palermo, in un clima di partecipazione e grande entusiasmo, si è tenuto un convegno della lista ALLEANZA DI CENTRO - SICILIA per la presentazione del programma e dei candidati alle elezioni regionali del 28 ottobre prossimo.

Introdotti dal capolista nella circoscrizione di Palermo, Dott. Alessandro Fontanini, i lavori sono stati aperti dalla relazione dell’On. Domenico Scilipoti e conclusi, dopo un ampio e appassionato dibattito, dall’On. Francesco Pionati.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Dott. Renato d’Andria, ha inviato ai convegnisti il saluto e l’incoraggiamento dei socialisti democratici italiani, auspicando che la collaborazione fra le forze dell’area laica e socialista, nella prospettiva della riaggregazione del centro democratico, si estenda dalla Sicilia a tutta Italia e rinnovando il forte sostegno del PSDI alla candidatura dell’On. Nello Musumeci a Presidente della Regione Siciliana.

Un momento della conferenza stampa: da sin. Fontanini, On. Pionati, On. Scilipoti, Gennaro.

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